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Ospiti

Festival della Parola, Alessandria, 7 Ottobre 2018 - 6 gennaio 2019

Fondatore del SERMIG

Ernesto Olivero è nato nel 1940 a Mercato San Severino (Salerno), è sposato, con tre figli e sette nipoti.
Ha lavorato in varie industrie del torinese e poi in banca fino alle dimissioni (1991).
Nel 1964 ha fondato a Torino il Sermig, Servizio Missionario Giovani, insieme alla moglie Maria e ad un gruppo di giovani decisi a sconfiggere la fame con opere di giustizia, a promuovere sviluppo, a vivere la solidarietà verso i più poveri.
Negli anni ’80 all’interno del Sermig nasce la Fraternità della Speranza, che conta attualmente un centinaio di aderenti: giovani, coppie di sposi e famiglie, monaci e monache che si dedicano a tempo pieno al servizio dei poveri, alla formazione dei giovani, con il desiderio di vivere il Vangelo e di essere segno di speranza. Attorno alla Fraternità della Speranza, centinaia di volontari e il movimento internazionale dei Giovani della Pace si ispirano alla spiritualità e al metodo del Sermig.
Nel 1983 viene assegnato al Sermig in comodato dal Comune di Torino l’ex Arsenale Militare di Piazza Borgo Dora. Olivero, incoraggiato da Giorgio La Pira, sente che questo sarà il primo grande passo di una profezia di pace. Ne inizia la trasformazione con l’aiuto gratuito di migliaia di giovani, di volontari, di uomini e donne di buona volontà da ogni parte d’Italia. L’11 aprile 1984 è il Presidente della Repubblica Sandro Pertini ad inaugurare l’Arsenale della Pace. Le sue capacità organizzative ed imprenditoriali permettono negli anni la ristrutturazione complessiva di un’area di 45.000 mq.
Per il grande lavoro svolto nella trasformazione dell’Arsenale e per l’attività incessante del Sermig a favore degli ultimi, Ernesto Olivero è stato definito “imprenditore del bene”.
Oltre ad aver personalmente seguito molti progetti di sviluppo in diverse parti del mondo, Ernesto Olivero ha personalmente accompagnato le 77 missioni di pace realizzate dal Sermig in Paesi in guerra quali Somalia, Rwanda, ex Iugoslavia, Albania… con l’invio di aiuti di prima necessità a tutti, senza distinzioni politiche e religiose. Attraverso questi interventi gli è stato possibile incontrare la gente del posto e individuare altre forme di presenza e di aiuto.
Numerose sono state in particolare le missioni di pace in Medio Oriente: Libano, Iraq, Palestina, Israele, Giordania… sempre finalizzate alla ricomposizione dei conflitti e al dialogo.
Come riconoscimento per la scelta di costruire la pace attraverso azioni concrete di solidarietà, Re Hussein di Giordania ha conferito ad Ernesto Olivero la decorazione “Al Kawkab di prima classe”; anche l’organizzazione israeliana “Keren Kayemeth Leisrael” gli ha dedicato la piantagione di 18 alberi sulle colline di Gerusalemme.
Tra le missioni di pace più significative, nel 2002, il contributo dato alla risoluzione dell’assedio della Basilica della Natività di Betlemme, che gli è valso il premio “Uomo di pace di Betlemme e Gerusalemme” assegnatogli dalla Custodia di Terra Santa.
L’Osservatorio permanente presso la Santa Sede all’Onu lo ha insignito del titolo “Servitor Pacis” nel 1997 ed è candidato al Nobel per la Pace da Madre Teresa di Calcutta, Norberto Bobbio, il Card. Martini, il Presidente del Libano e altre personalità.

Professore Ordinario in pensione di Storia del Pensiero Politico Contemporaneo. Professore Emerito

Nato a Solero (AL) il 26/08/1939. Dopo gli studi classici in Alessandria, ha conseguito la licenza e il dottorato in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, a Roma. Ha quindi conseguito la licenza in Scienze Sociali presso l'Institut Catholique di Parigi e la specializzazione in Sociologia religiosa presso l'Ecole pratique des Hautes Etudes, V° sezione, a Parigi. Si è infine laureato in Lettere e filosofia, indirizzo storico, presso l'Università di Torino.A partire dal 1974 è stato assistente incaricato di Storia moderna e incaricato di Storia contemporanea alla facoltà di Scienze Politiche di Torino. Dall'a.a. 1980/81 ha insegnato presso le Università di Padova e di Verona come professore ordinario di Storia contemporanea. Nel 1985 è passato alla cattedra di Storia del pensiero politico contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche di Torino, per trasferirsi nel 1992 presso la sede di Alessandria. E' attualmente ordinario di Storia del pensiero politico contemporaneo presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro"

Docente di Progettazione e valutazione dei processi formativi e Didattica dell'organizzazione dei servizi educativi e riabilitativi presso l’Università degli Studi di Foggia: se non la conosci, ti aspetti di incontrare il solito professore imbronciato e saccente che vuole insegnarti il senso della vita… e invece Chiara Scardicchio il senso della vita ce l’ha che brilla negli occhi. Basta stringerle la mano e le si apre un sorriso che va dallo sguardo al cuore.

Giornalista e mamma, in puro ordine cronologico. Ho spesso due figli in braccio e mille idee in testa. Ma anche il contrario: perché i pupattoli (di 3 e 1 anno e mezzo) sono il mio primo pensiero e i sogni vanno coccolati. Ho peregrinato per lavoro e per scoprire i mondi racchiusi nelle persone finché ho fatto l’uovo, anzi due, nella mia città, Bari. Lasciate le voci di corridoio, ora mi occupo di fonti ben più attendibili. Ed è qui, in cameretta, che ho trovato il punto d’incontro fra giornalismo e maternità. Nella contemplazione e nel racconto. Perché credo che per capire il mondo non ci sia modo migliore che affidarsi alle domande dei piccoli.

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